Chiesa Cattolica Cristiana (Chiesa cattolica sinodale)
IL NOME
Cattolica cristiana in Svizzera e vecchio-cattolica (oppure vetero-cattolica) in altre nazioni sono nomi sinonimi di chiese autonome accomunate all' Unione di Utrecht. Esse si professano cattoliche nella fede e nel culto ed hanno una costituzione episcopale-sinodale. I nomi contengono anche un programma ecclesiale. Cattolica cristiana:Cristo sia a capo della chiesa (cattolica). Vecchio-cattolica: l'antica chiesa (cattolica) del primo millennio sia d'esempio per una riforma della chiesa che punta all'unità e al rinnovamento dei suoi membri. La chiesa delle origini è dunque un modello perché, rispetto alle evoluzioni posteriori, non è ancora divisa in chiese confessionali divergenti e non viene governata da un centro unico che prende tutte le decisioni.
LE RIFORME
La Chiesa Cattolica Cristiana ha aggiunto alla sua protesta contro i due dogmi dal Concilio Vaticano I nel 1870 (vedi “storia”) alcune riforme come, per esempio, l'introduzione della lingua nazionale nella messa, l'istituzione di un rito di penitenza collettivo (che prevede la partecipazione di tutti i fedeli) e l'abolizione del celibato per il suo clero.
L'apertura ai laici, chiamati a partecipare alla guida della chiesa, è stato un fattore considerato importante fin dall'inizio. Esso si concretizzò con l'istituzione del sinodo (dal greco: "fare la strada insieme") composto da laici e dal clero. La struttura episcopale-sinodale mette in luce la responsabilità di tutti i battezzati per la vita della chiesa e tiene conto delle preoccupazioni attuali che rivendicano una sua "democratizzazione".
L’ordinazione delle donne agli uffici sacerdotali è stata approvata dal Sinodo nel 1999.
La consacrazione sacerdotale non è legatala al celibato.
I Dogmi Mariani moderni ( l’Immacolata Concezione e l’Assunzione corporale di Maria nei cieli), vengono da essa rifiutati nella loro accezione stretta.
Dopo il fallimento di un matrimonio esiste la possibilità – come nelle Chiese Ortodosse – di una nuova benedizione matrimoniale.
LA STORIA
Nel 1870 il Concilio Vaticano I ha proclamato, dopo accese controversie, due dogmi per i fedeli:
1) Il primato di giurisdizione universale del papa;
2) L'infallibilità del papa quando si pronuncia "ex cattedra" su questioni di fede e morale. Queste decisioni concludono un lungo e contrastato processo che ha trovato molti oppositori e che ha causato, tra l'altro, gravi scissioni. I cattolici che apertamente si ribellarono contro questi due dogmi avversando la concentrazione di potere che ne derivava al papa e rifiutando la definizione di chiesa che ne risultava, non trovarono più spazio all'interno di essa e furono scomunicati. In Germania, Austria e Svizzera questi fatti hanno portato alla fondazione di diocesi vecchio-cattoliche. Nel nostro paese il processo di formazione iniziò nel 1871 e trovò la sua conclusione nel 1876. Nel 1875 si costituì il sinodo nazionale, che ratificò la costituzione della chiesa. Nel 1876 il professor Eduard Herzog (1841-1924), in passato docente di teologia a Lucerna, venne eletto come primo vescovo. Fu consacrato da un vescovo vecchio-cattolico tedesco, che a sua volta ricevette la consacrazione da un vescovo della Chiesa di Utrecht. Quest'ultima si era separata da Roma nel 1723-1724 in seguito ad una controversia per la nomina e l'ordinazione di un arcivescovo che non è stato approvato dal papa. Grazie alla Chiesa di Utrecht (esistente dall' ottavo secolo), le chiese vecchio-cattoliche sono entrate nella cosiddetta successione apostolica.
L’organizzazione della chiesa fu prevalentemente opera di politici cattolici radicali, mentre il profilo teologico lo si deve specialmente a Eduard Herzog e Eugène Michaud, docenti alla facoltà di teologia cattolica-cristiana all’Università di Berna, istituita nel 1874. La questione non era però disgiunta da divergenze sul piano politico - riallacciarsi al più vecchio liberalismo cattolico svizzero – soprattutto per protestare contro il centralismo romano, e la volontà di riformare la costituzione elvetica concedendo maggiore importanza ai laici, della disciplina e della liturgia, realizzare una comunità e non un centralismo curiale. Riuscirono a mantenersi li, dove vivevano cattolici aperti al liberalismo politico e desiderosi di difendersi da quanto poteva sembrare una tutela clericale.
L'UNIONE DI UTRECHT DELLE CHIESE VECCHIO-CATTOLICHE
Ci vollero anni di chiarificazioni e di consolidamento affinché le quattro chiese, sopra menzionate, di provenienze storicamente tanto diverse potessero riconoscersi in un'unica comunità. Ciò accadde nel 1889 che i vescovi e le loro chiese sancirono una convenzione d'Unione a Utrecht, da qui il nome di "Unione di Utrecht". Nella cosiddetta "convenzione di Utrecht" essi definirono i principi sui quali si basa quest'unità e comunità ecclesiale. Più tardi si aggiunsero altre chiese episcopali sinodali a quest'unione. Oggi ne fanno parte otto chiese vecchio-cattoliche: quelle dei Paesi Bassi, della Germania, della Svizzera, dell'Austria, della Repubblica Ceca, degli Stati Uniti e del Canada, della Croazia e della Polonia.
L'ECUMENISMO
Sin dall'inizio le riforme furono concepite in vista della riconciliazione delle chiese. L'orientamento fondamentale verso la fede, il culto e la costituzione della chiesa delle origini avvicinarono le Chiese vecchio-cattoliche alla Chiesa ortodossa e anglicana. In esse, i vecchi-cattolici individuarono le chiese teologicamente più vicine, con le quali si posizionavano al centro, tra i cattolici romani e le Chiese della riforma. Dal 1931 esiste la comunione ecclesiale ("full communion", unità di culto e sacramenti) con le Chiese anglicane. Un intenso dialogo con tutta la Chiesa ortodossa (1975-1987) ha portato al riconoscimento della base comune della fede; era stato concluso nel documento “Koinonia sotto la base della chiesa antica”.
Un lavoro ecumenico pratico lega le comunità cattolico-cristiane della Svizzera con le Chiese evangeliche-riformate e, dal Concilio Vaticano II, con la Chiesa cattolica romana. Per molto tempo i rapporti con quest'ultima erano segnati da rancori, oggi invece vige un cordiale avvicinamento. Le Chiese vecchio-cattoliche sono tra le fondatrici del Consiglio Ecumenico delle Chiese dal 1948. Esse cercano di dare un contributo sia a livello europeo (Conferenza delle Chiese europee) sia a livello nazionale (Comunità di lavoro delle Chiese cristiane) ben aldilà della loro importanza numerica.
LA SITUAZIONE ATTUAL
In Svizzera, 14.000 persone si riconoscono oggi nella fede cattolica cristiana, di cui circa la metà, per motivi storici, vive nei cantoni di Argovia e Soletta. Esistono anche parrocchie nei cantoni di Zurigo, Berna, Lucerna, Basilea Città, Basilea Campagna, Sciaffusa, San Gallo, Neuchâtel e Ginevra. Nei cantoni dove sono riconosciute dal diritto pubblico, i cattolico- cristiani vengono considerati, assieme ai cattolici romani e ai riformati, chiesa nazionale. Gran parte dei fedeli vivono, grazie alla mobilità moderna, sparsi per tutta la Svizzera, più o meno vicini alle parrocchie sopra menzionate. La chiesa, con grandi sforzi, ha predisposto una rete d' assistenza per i fedeli della diaspora (insegnamento religioso, servizio pastorale, culto). La sede del vescovo è a Berna. Là, presso l'università, si trova anche la facoltà teologica cattolico- cristiana che non forma solo i futuri sacerdoti per la Svizzera ma, essendo l'unica facoltà vecchio-cattolica del mondo con diritto al conferimento di dottorato, vi accedono pure membri di altre Chiese vecchio-cattoliche e in particolare studenti delle Chiese ortodosse, per approfondire delle ricerche post laurea o conseguire, appunto, un dottorato.
L'opera cattolico-cristiana "Essere solidali", spesso in collaborazione con le diocesi anglicane o con la Chiesa indipendente filippina, sostiene regolarmente progetti di sviluppo nell'Europa dell'est e nel terzo mondo.
Nel novembre 2001, il Sinodo straordinario ha eletto il sacerdote basilese Fritz René Müller come successore di Monsignore Hans Gerny. Il vescovo responsabile per i cattolici-cristiani in Svizzera è delegato alla Conferenza Episcopale dell’Unione di Utrecht dal 1889.
IL PRESENTE E IL FUTURO
La maggior parte delle parrocchie conta tra i 300 e i 500 membri. Questo permette una vita comunitaria non anonima che ha al suo centro la celebrazione dell'eucaristia domenicale. Altre attività, impossibili da enumerare in questo contesto, si svolgono a livello parrocchiale, regionale o diocesano. Nuove forme di vita spirituale o d' organizzazione vengono discusse e realizzate a diversi livelli diocesani. Così, per esempio, è stato possibile, dopo ampie consultazioni all'interno dell'Unione di Utrecht e nel rispetto del dialogo teologico con le altre Chiese, conferire il ministero apostolico (vescovo, sacerdote, diacono) anche alle donne. Malgrado l'esiguo numero di fedeli, la Chiesa cattolico-cristiana è una Chiesa popolare. Circa il 20% dei membri battezzati contribuiscono attivamente alla vita della comunità, mentre gli altri la sostengono idealmente e materialmente. La sua entità esigua può trasmettere il senso di famiglia, ma può portare anche a sensazioni di ristrettezza e pusillanimità, cose naturalmente da evitare. In un contesto del genere viene ancor più in rilievo l'impegno di quanti, spinti dalla vita del Vangelo, vivono un cattolicesimo conforme alle origini e aperto al mondo.
INDIRIZZO A RIVOLGERSI IN TICINO
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